Tra “patto” e “vincoli”, amministrare oggi…

Troppo spenti per discutere di politica, troppo appiattiti sui dibattiti superficiali, troppe volte distratti dal futile e guidati da quella incapacità a guardare lontano. Eppure, nel quotidiano della nostra azione, siamo chiamati alla responsabilità delle scelte, a dover decidere in un contesto complicato e mai stabile. Così capita di trovarsi di fronte a delle scelte che prevedono anche una certa ponderazione del rischio. Realizzare e dare alla Città oltre 2 milione e mezzo di euro in investimenti entro il 31 dicembre 2015, contro l’eventuale rischio di non rispettare il “patto di stabilità” è un esempio emblematico di cosa voglia dire amministrare oggi. Per chiarezza e sinteticamente si può provare a riassumere la situazione così: In questo ultimo periodo della programmazione europea 2007-2013, la Regione Basilicata si è resa conto di aver dormito per alcuni anni e ha messo a bando in questo ultimo biennio numerosi avvisi e bandi. L’Amministrazione di Policoro ha partecipato a tutti andando sempre a finanziamento; strade rurali, area camper, alaggio pescatori, illuminazione di Piazza Eraclea, ecc…e tante altre situazioni che oggi ci vedono in chiusura tutto entro il 31 dicembre. Il problema nasce dal fatto che sono soldi che anticipa l’Ente e che a sua volta dovrà essere colmato dalla Regione, in tutto questo però, c’è il “patto di stabilità” che ci obbliga a dover chiudere questa partita di giro entro il 31 Dicembre e che quindi ci impone di decidere se correre il rischio di sforare il “patto” oppure rinunciare agli investimenti. Sforare il “patto” per Policoro vorrebbe dire non poter fare mutui (cosa che noi non facciamo già grazie alla solidità del bilancio), bloccare le assunzioni (già bloccate da altri vincoli) e la diminuzione dell’indennità di carica degli Amministratori (-30 % in meno dei 960,00 Euro attuali per un assessore). La nostra scelta politica è stata quella di rischiare per non far perdere queste opportunità a Policoro, sfidando un vincolo che risulta un grande freno per chi come noi, è un comune virtuoso. E’ chiaro che nella stessa situazione si trovano tutte le Amministrazioni, con anche situazioni più critiche, ma questo vuole solo essere un esempio per provare a far comprendere concretamente in cosa consiste il ruolo al quale siamo chiamati a rispondere, come cambia e come si devono prendere le scelte. E’ l’epoca, lo diciamo sempre, che vede il ruolo amministrativo in costante evoluzione e cambiamento, sarà anche questo che rende questa esperienza un qualcosa di avvincente, sempre se il fuoco della passione riesca ad ardere al riparo dei forti venti che soffiano per spegnerlo. Sarà, ma se la politica è passione, se il futuro ed il bene del luogo nel quale si vive è al centro della propria missione, allora questo è il ruolo più bello che si possa svolgere, nonostante sia difficili da comprendere tra la superficialità delle nostre discussioni. L’obbligo è quello di fare il meglio possibile, anche sbagliando, ma mai stando fermi.

Condivi sui Social


Join the Discussion