In questo viaggio collettivo chiamato “Turismo”

A volte occorre fermarsi per ragionare in maniera seria sui temi amministrativi, anzi, ancor prima però su quello che succede all’interno delle comunità nelle quali svolgiamo un ruolo.
Tante, tantissime volte si pensa che in fondo fare l’Amministratore non ne valga la pena, ma è proprio da questa domanda che si deve partire per provare a far comprendere quello che sembra un martirio pubblico in un qualcosa che ha giustamente un costo. Perché può essere solo per vocazione, senso civico, senso umano, la scintilla che ti fa provare a “dare” qualcosa alla propria comunità, altrimenti è altro. Questo il presupposto principale che ti porta anche con un piccolo gesto a provare a cambiare le cose, per migliorare la vita comune, per sentirsi completi. Si può riuscire come non, ma quel “valore della pena” non può avere una definizione cinica, certo oggi forse racchiude uno dei pilastri principali di questa epoca, la “convenienza”.
Chiusi, seppur apparentemente aperti, cerchiamo sempre un colpevole, un alibi che ci tolga dalla responsabilità, che legittimi la nostra rabbia, in modo tale che ogni pretesa possa diventare diritto così come ogni scelta amministrativa possa essere volutamente letta come sopruso o favoritismo di sorta. In questi sottili passaggi nasce e si annidano i pericoli ed i viscidi atteggiamenti di chi vuol soffiare sul fuoco per fomentare divisioni per una comunità che non ne necessità. La differenza, il cambiamento vero, è fatto da azioni che si legano ai propri valori e che si difendono alla stregua se sono la cosa giusta, al proprio essere umano ed essere cittadino, al proprio senso di civiltà, alla propria storia personale. Ecco, forse dovremmo veramente partire dalla storia personale di ognuno di noi per poter discutere di certi temi. Quanto si da e quanto si prende, quanto si è dato e quanto si è preso da una comunità. Dovremmo farlo se volessimo fare veramente il gioco “cinque stellato”. Ecco perché oggi più di ieri c’è bisogno di rimanere uniti sui temi, anche perché c’è un treno che si chiama turismo e sta passando adesso e solo insieme come comunità possiamo coglierlo. Quattro anni fa ci ponevamo il problema su come rendere Policoro al centro di un area vasta in termini turistici, tenendo presente la nostra criticità cronica, la mancanza di posti letto e gli elementi inespressi: il lungomare ed il museo su tutti. In questi quattro anni abbiamo lavorato per rendere questa città attrattiva nel suo insieme. L’azione che ha dato più frutti è sicuramente la pianificazione dei chioschi sul lungomare, che oggi si vede affollato da turisti provenienti da un area che va da Taranto a Cosenza e dentro fino a Matera ( se non abbiamo i posti letto, diamo servizi agli ospiti degl’altri, per dirla in altre parole). Unica realtà viva e vivace nell’area dell’alto jonio. Un lungomare che è diventato complesso visto le tante attività nate (molte spostate dalla Città con tutti i problemi annessi) e tanti sono stati gli investimenti fatti. Sostanzialmente il mercato ha fatto il resto, un lungomare che risulta completo per diversi target, dalle famiglie ai giovani e che si completa con il resto della Città che è fatto da Natura, Spiagge da Bandiera Blu, Museo e le azioni di valorizzazione, fatto da Marinagri, dai circoli velici, dal salotto di Piazza Eraclea, dai locali dei Casalini e tanto altro. Questa è Policoro e noi abbiamo lavorato affinché oggi si sia creata una reputazione forte in tutta l’area, compresa Matera….si viene a Policoro perché puoi fare diverse cose…non più per situazioni singole e non solo per gli eventi, altro argomento dai “fuochi facili”, perché sono solo un elemento ma non l’unico come si può  pensare e che con poche risorse cerchiamo di valorizzare il meglio che abbiamo a disposizione, creando anche gli strumenti per facilitare chi ha iniziativa (bando eventi).
Può non far piacere, ma basterebbe essere obiettivi semplicemente osservando queste ultime settimane. L’ho sempre detto che questa è l’epoca per fare, migliorando, facendo le scelte…e qui ritorniamo ai “fuochi” che spesso vengono soffiati. Purtroppo quest’anno, tante situazioni sono state inficiate proprio da quegli atteggiamenti che pongono a volte uno contro l’altro, non rendendosi conto che invece dovremmo tutti quanti provare a fare quel salto di qualità, senza cadere in facili divisioni. Senza incolpare nessuno, ma su alcune cose le sinergie sono state sprecate, peccato, ma ciò non toglie nulla ad una stagione che sembra veramente lanciata bene. I numeri ci sono, le aspettative sono positive, allora facciamo del nostro meglio, mettiamoci un po’ di orgoglio. Abbiamo tutto da prendere ora, poi potremmo parlare su come migliorare, sulle cose che vanno o non vanno, ma adesso, c’è solo da lavorare, chi più e chi meno, ma sicuramente di più per tutti. Un appello a fare insieme questo salto in avanti insieme al mercato.

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