….Storia del Palaercole

Nel 2012 il Palaercole costava alla comunità circa 200.000 euro l’anno utilizzando solo il campo centrale, tutte le altre palestre erano chiuse. Il Comune incassava scarse 8000 euro annui e tenuto conto che tale situazione è andata avanti per anche alcuni anni precedenti, il Palaercole è costato ai cittadini di Policoro un bel po’ di euro solo di consumi nei suoi primi anni di apertura.

I nostri obiettivi erano sicuramente quello di abbassare i costi, mettere regole e dare la possibilità a tutti di usufruire degli spazi del polivalente. In primis, ma la visione strategica di base (come ampiamente detto in questi anni) era quello di rendere la struttura uno strumento chiave anche per l’offerta turistica. Da subito siamo intervenuti in questo senso ed anche solo abbassando la temperatura dell’acqua calda e mettendo un minimo di regole, abbiamo ottenuto dei risparmi considerevoli tali da arrivare nel 2015 sui 90000 euro utilizzando però l’intera struttura ed incassando poco più di 35000 euro. Abbiamo adottato un regolamento comunale. Per permettere di utilizzare tutte le sale della struttura, abbiamo pensato alle tariffe orarie, cosa che ha funzionato, infatti è solo dal 2013 che le sale del Palaercole sono fruibili dalle attività.

Una struttura complessa come il Palercole (i numeri detti fanno di certo rendere l’idea) necessitava dunque di una gestione. Così come obbligatorio per la pubblica amministrazione. Tali esternalizzazioni avvengono attraverso bandi pubblici. Bando che dunque segue le norme che la legge sugli appalti, il diritto di impresa e tutte le norme generali impongono. Questo per chiarire che non esiste forma di affidamento ad associazioni in questo caso perché la struttura è economicamente rilevante, ma anzi impone criteri ampi che sono stati rispettati…infatti anche le reti di associazioni avrebbero potuto partecipare alla gestione. Diventa pero’ reale chiedersi se impegni ed oneri dettati dalla complessità della struttura e dai costi di gestione, siano alla portata del mondo associativo o se non chieda ad esso un passaggio ad impresa.

Intanto il Palaercole in questi anni è stato teatro di momenti importanti merito del movimento sportivo locale e del potenziale di una struttura che ha nel tempo migliorato la sua reputazione in Italia. La nazionale italiana di Calcio a 5, il Trofeo delle Regioni di Volley, le final eight di Calcio a 5, più tutte le altre iniziative tra cui il concerto dei Pooh e la maledetta sera di Mango, hanno fatto capire che se la struttura genera servizi, diventa anche un volano per il turismo. Esempio. Se la gestione della struttura prevedesse anche servizi di supporto alla convegnista, sicuramente il Palaercole sarebbe competitivo in quel segmento. Puntare ad esempio sulla convegnistica vuol dire destagionalizzare e la crescita di servizi turistici che tanto mancano alla nostra Città. Al tempo stesso però, c’è l’esigenza di poter permettere alla comunità di utilizzare la struttura per le attività associative, così come in questi anni veramente positivi. Il Bando è stato l’insieme di queste esigenze, infatti per tutelare quest’ultimo aspetto, il gestore dovrà applicare le tariffe decise dall’Amministrazione. In sostanza non cambia niente per chi anche prima utilizzava la struttura. Rimane la tariffazione oraria che permetta dunque, anche l’utilizzo delle sale per diverse attività. Il passaggio dalla gestione comunale a quella esterna risiede anche sicuramente nel rispetto delle regole. Sempre lo stesso bando prevedeva criteri premianti per gli aspetti legati alla multidisciplinarieta’, servizi ed agevolazioni verso la comunità. Quindi anche un piano attività che diventa un obbligo per il gestore.

La particolarità della struttura prevede dunque un deficit di gestione annua di 60000 euro, quindi è chiaro che la volontà di mantenere ferme le tariffe a tutela dei fruitori, ha indotto il bando a prevedere un canone da conferire al gestore quantificato dagli uffici in 30000 che è stata poi la base di gara. ( in sostanza come avviene per i bus urbani con le tariffe che sono decise dall’ente).
Durante il bando, 3 soggetti hanno fatto il sopralluogo e solo una società ha partecipato. Non esiste motivo legittimo a non assegnarlo, o almeno non è stato il caso di prevedere clausole del genere. Anzi, per la complessità della struttura non era affatto scontato che qualcuno partecipasse. Chiaro e’ che tutti abbiamo sperato che la comunità policorese fosse stata in grado di formulare una proposta, magari di rete come l’epoca impone, invece no e questo me ne dispiace, ma in fondo c’è da considerare che l’impegno da prendere era comunque oneroso.

In questa fase di passaggio, si è creata molta confusione e per via del fatto che la procedura di affidamento non è stata ancora conclusa, si sono creati tanti equivoci anche su con chi interloquire, sta di fatto che purtroppo nulla è definito in questo momento, ma è questione di pochi giorni. Il fatto che il gestore sia simpatico, bravo, furbo ecc. non può interessarci, come in tutti gli avvisi pubblici, parlano le carte. Quello che conta è che al bando è allegato un capitolato e degli obblighi specifici che dovranno essere rispettati pena le sanzioni previste nello stesso capitolato. Questo vale per chiunque.

In conclusione ed in sintesi…
Palaercole

2012 – costo annuo 200000 euro / incassi circa 8000 ( veniva usato solo,il campo centrale)

2015 – costo annuo 90000 euro / incassi circa 35000 (usando tutte le sale)

2016 – costo annuo meno di 30000 euro / incassa il gestore che però ha l’obbligo di applicare le tariffe previste dal Comune – servizi – più utilizzo)

L’obbligo dell’Amministrazione è quello di prevedere la buona gestione delle strutture comunali, quindi quasi tutte le strutture in Italia sono gestite esternamente, cosa tra l’altro imposta della legge. È stato fatto un bando aperto al mondo intero e quindi anche premiante per le associazioni che avrebbero potuto unirsi proprio per interesse loro….eppure lo sapevamo tutti che andava fatto un bando. Chi oggi vuole criticare questa scelta (ed ha ambizione ad amministrare) e questa visione che comunque di fatti ha cambiato la situazione del Palaercole dal 2012 ad oggi, deve anche prendere un impegno pubblico e dire che invece bisognava lasciare le cose come stavano, facendo pagare all’intera comunità i costi dovuti alla gestione comunale e che avrebbe dovuto giustificarla come sostegno allo sport in barba a tutte le regole che ne vietano i contributi, proprio perché ormai è riconosciuto che le associazioni sportive sono (giustamente) operatori economici. Dica adesso che se dovesse amministrare ha intenzione di spendere così il denaro pubblico.

In sostanza sarebbe stato molto più facile andare avanti così, senza muovere niente e continuare ad usare scorrettamente la struttura, non garantirne una manutenzione e pulizia ordinaria e avremmo dovuto sostenere un costo considerevole solo perché ci stavamo comodi tutti? Credo che amministrare, vuol dire essere responsabili ed è per questo che le decisioni vanno prese sempre nell’interesse di tutti, quindi anche di quella parte di città che non fruisce del Palaercole ma che in questi anni ne ha pagato i costi di una gestione precaria.

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