Il metapontino chiama e la Basilicata non risponde

Sarebbe sbagliato parlare delle scelte legate al Capodanno Rai a Maratea come una battaglia di campanile, è banale anche protestare e farne una questione di vita o di morte. Non sono queste le scelte strategiche di sviluppo di un territorio. Al tempo stesso però, il fatto è altamente indicativo per interpretare le dinamiche che spesso muovono le scelte in questa Regione.

Infatti, partendo dal Capodanno Rai (la Regione ha fatto un accordo con la RAI per mantenere la diretta della notte di San Silvestro fino al 2019 legandola a Matera Capitale Europea della Cultura) con Maratea quest’anno e Venosa l’anno prossimo, dopo quello di Potenza dello scorso anno, è chiaro che nella logica della promozione del territorio regionale, ancora una volta non venga considerato il Metapontino. Poco è contato infatti anche l’indicazione dello stesso Sindaco di Matera che ha chiesto ufficialmente che l’edizione 2017 fosse fatta a Policoro.

Ma, come dicevo in premessa, non ha senso la polemica. Il Metapontino è il territorio economicamente più produttivo, che cresce esponenzialmente nel turismo, che ha nella Magna Grecia ed il rapporto con l’immediato entroterra le chiavi per essere una destinazione turistica. Per il Metapontino però manca una strategia, questa è la verità. Semmai ce ne fosse una per l’intera Regione, che superi i criteri dell’assistenziliasmo, che applichi logiche di sviluppo per i territori. Invece no, non è così, anzi allargando le considerazioni il quadro è desolante ed allarmante, del resto se siamo la regione più povera d’Italia, che si spopola, che invecchia (tranne che per la nostra area), un motivo, o meglio, una responsabilità ci sarà pure.

Così, ad esempio, nei trasporti, il metapontino (riunito nella convenzione della Costa) ha dovuto lottare per ottenere la fermata del Frecciarossa a Metaponto contro la scelta di farlo fermare solo a Ferrandina. Oppure come nella strategia per gli aeroporti: La Regione partecipa con 2 mil di euro al mantenimento dello scalo di Pontecagnano, ma non si è preoccupata di trattare con gli Aeroporti di Puglia, vero Hub fondamentale e strategico per il Metapontino.

Così come le risorse a sostegno del Turismo Balneare fino a 3 anni fa destinate solo alla costa Tirrenica. Anche qui, altra lotta per far capire a questi Signori che questo territorio è turistico. Come non ricordare anche la scelte sugli attrattori culturali che non hanno toccato la nostra area.

Nel silenzio tipico lucano di queste settimane, si scopre anche che il Governo Gentiloni ha nominato un commissario per Matera 2019, coì come successe per Expò ed altri casi in Italia, dove la governance locale ha fallito. Ad ormai 3 anni dalla nomina di Matera è chiaro a tutti che il film è lo stesso di sempre. Bloccati nelle diverse lotte a diversi livelli, la situazione è ferma ed immobile da tempo, con il pericolo di rendere l’opportunità di Matera 2019 una semplice corsa a spendere le risorse all’ultimo momento, facendo scelte sbagliate e non lungimiranti e ne tanto meno strutturali. Ancora una volta un’occasione persa.

Stessa storia per la nuova programmazione europea. 2014-2020, siamo nel 2017 e non sono partiti ancora i bandi, anzi, ad esempio nel caso dei GAL, si registra un ritardo imbarazzante. Anche in questo caso, si vedrà una corsa a spendere i soldi nell’ultimo periodo. Ancora una volta, anzi, peggio di prima.

Per non parlare del Patto per la Basilicata che prevede per il metapontino solo 3 milioni di euro (su un totale di 2,6 Miliardi di euro) per realizzare una ciclovia entro dicembre che difficilmente potrà mai essere completata. Solita storia, solito film.

In questo quadro, in questo contesto (che approfondiremo man mano), potremmo anche attaccarci alla polemica sul Capodanno. Far sembrare che siamo infantili e non lungimiranti, che amiamo i campanili ed il consenso facile. In realtà noi dovremmo rivendicare una dignità, un rispetto che si traduca in una visione di sviluppo. Noi dovremmo confrontarci su che strategia, che futuro, che sogni puntare. La sensazione è quella di essere solo un campo di conquista, un territorio funzionale al resto.. al tempo stesso però, c’è anche bisogno di una consapevolezza. Dipende solo da noi cambiare il nostro destino. Iniziando a decidere da soli almeno che futuro sognare.

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3 comments on “Il metapontino chiama e la Basilicata non risponde


  1. Anonimo ha detto:

    Purtroppo il nostro territorio inizierà a prenderè decisioni sul proprio destino quando sarà troppo tardi, quando i turisti si stancheranno del solito mare, con poche iniziative. Il metapontino ha tanto da offrire ma se viene messo da parte in primis dalla regione, noi cittadini restiamo senza armi.

  2. Cosimo Pàncaro ha detto:

    Purtroppo siamo ancora plebe nella mente e schiavi nelle braccia( vedi la matita nella cabina elettorale) . Se solo si avesse uno scatto di orgoglio e dignità , i ruoli si invertirebbero e saremmo qui a raccontare un’altra storia .
    Bisogna farlo , per i nostri figli e per tutti quelli che verranno .
    A noi il metapontino e la Basilicata tutta è in prestito , ai nostri figli in eredità .

    1. Massimiliano ha detto:

      giusto

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