La grande responsabilità del centrodestra lucano

In questa rovente estate politica lucana, si sente un pò di tutto, in un caos che molti credono di governare, altri di gestire strategicamente e chi invece attende il momento opportuno per imporre le proprie scelte. Tutti a parlare di svolta, senza però cercarla realmente, tanto da svalutarne il significato stesso. Ma la svolta si fa con il sudore e non con la saliva.

Accuse, proclami e imposizioni che non solo stanno facendo perdere il contatto con la realtà, ma sopratutto continuano a generare una confusione ed una pessima immagine verso la comunità lucana che invece mai come oggi avrebbe bisogno di chiarezza, ma sopratutto di speranza di voltare pagina, di cambiare storia, di provare a immaginare un domani diverso.

Chi con consapevolezza e chi senza nemmeno rendersene conto, le segreterie dei partiti continuano a dare uno spettacolo non degno del momento e che fa capire molto sul perché il centrodestra in Basilicata, non è mai stato in partita.

Però, ora basta, non si può continuare in questa isterica mostra di muscoli, dove ognuno crede di esserne vincente ed indispensabile, dove ognuno pensa per sé non capendo che non basta quello per vincere, non basta la propria aspirazione personale per avere il risultato positivo. Il mondo è cambiato, anche la Basilicata che attende una cosa diversa.

Così si rischia di perdere l’unica grande occasione di cambiamento per la Basilicata, si rischia di creare alternative monche, non credibili ed anche poco affidabili. Non è questo quello che serve, non è questo che cambierà il futuro, non è il cambio di nomi che ci salverà. Non basta vincere, ma vincere insieme ai cittadini liberi di questa terra, quelli che non vanno nemmeno più a votare, la parte buona che si è messa ai margini. Solo se un’alternativa porta con sé questo tipo di consenso, questa energia, questo trasporto, abbiamo la grande occasione per cambiare veramente il futuro.

Ecco perché oggi sarebbe bene fare tutti un passo indietro, darsi delle regole, condividere una visione e mettere dei paletti per costruire l’alternativa che è sempre mancata, la speranza, la percezione che un’onda nuova, forte e travolgente può partire da tutti quelli che oggi, seppur appartenenti ad uno schieramento, sono fermi ad osservare uno scenario sempre più confusionario e nebuloso, poco attraente, poco convincente, poco vincente.

Uniti, separati, i nomi, ecc…si deve arrivare a tutto questo si, ma prima capiamo chi siamo e cosa siamo, diamoci le regole basilari, scriviamole e condividiamole, facciamo in modo che per una volta, questa, l’ultima volta possibile, siamo capaci di assumerci la responsabilità che il momento chiede, la maturità per capire che il mondo è cambiato e che o si cambia approccio oppure non avremo più nulla da dire, dobbiamo solo lasciare stare ad un “si salvi chi può” per chi vive di politica e ad una “delusione” per chi invece avrebbe voluto dare il suo contributo.

Siamo ancora in tempo per costruire una storia diversa, bella e passionale, seria e di respiro. Non c’è tempo da perdere però, perché se si continua così, la responsabilità e la colpa del centrodestra sarà una macchia che non andrà più via e che brucerebbe ancora altre generazioni alle quali già bisognerebbe rendere conto. Qui è tempo di rivoluzione, ad iniziare da quelle interne.

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