La semplice lezione degli studenti lucani

In tutto questo semi silenzio politico, tattico o strategico che sia, oltre alle frasi fatte ed anche alle parole di chi non dovrebbe averne più diritto, ieri si è sentita una voce. Seppur piccola forse o senza tanto clamore, ma gli studenti lucani hanno sentito il dovere di scendere per strada e chiedere dignità davanti alla sede regionale.

Erroneamente vorrebbero farla passare come tante e spesso pretestuose manifestazioni di studenti che sempre meno sentono la necessità di unirsi per dire qualcosa di importante a tutti, che unisca o almeno che abbia una condivisione. Potrebbe passare come una piccola cosa, forse nei numeri lo è anche, ma il significato che porta con sé è grande, importante e meriterebbe l’attenzione di tutti.

Eppure dovrebbe essere naturale e sacrosanto sentire l’esigenza di scendere in strada e urlare contro un palazzo che se ne frega, come molto probabilmente se ne fregherà anche di questa mattinata. E’ legittimo e sacrosanto chiedere di voltare pagina o almeno la possibilità di farlo.

E’ lecito e naturale dire basta con le prese in giro, chiedere dignità, democrazia ed elezioni.

Ecco perché, gli studenti hanno fatto quello che dovremmo fare tutti: rialzarci, difenderci e scrivere una nuova pagina. E’un futuro che appartiene molto più a loro che a noi, le nuove classi dirigenti, i lucani di oggi e del domani che non vogliono sentirsi costretti ad andar via, a rinunciare alla loro terra, a rassegnarsi come troppo spesso accade. A non dover dire per forza che non si può cambiare nulla, la libertà di non appartenere a nessuna filiera, a nessuna componente o roba del genere.

Se lo fanno loro, se lo hanno fatto loro, è un segno importante che ci sta dicendo che non tutto è perduto, che se questa regione avesse una razionalità politica, loro dovrebbero essere al centro di tutte le attenzioni, di tutte le speranze e di tutte le scelte che oggi segneranno il domani. Loro sono la cosa più importante ed al tempo stesso più in difficoltà che la Basilicata possiede.

E’ vero ed è altrettanto semplice dire che un’intera classe dirigente ha fallito, ha distrutto una Regione, ha compromesso il futuro. Senza aggiungere altro, senza dover dimostrare niente di più di quello che si vive quotidianamente.

In tutto questo silenzio, dunque, si è alzata una voce, finalmente, quella dei figli più piccoli di questa Basilicata, che tante cose non sanno del passato ma che hanno di fronte un disastro socio economico. Sono gli eredi di questo difficile futuro tenuto in ostaggio per altri lunghi mesi, senza pudore, senza responsabilità, senza vergogna.

In maniera semplice e orgogliosa hanno cercato di urlare a tutti i lucani, come uno schiaffetto per svegliare l’indignazione che è dentro di noi, perché in strada, davanti a quei palazzi dovremmo andarci in molti, se solo questa fosse una Regione normale, se il cancro che abbiamo non fosse così radicato, se non fossimo ancora in balìa delle continue e vecchie logiche che non vogliono farsi da parte.

Rialzati Basilicata, svegliati e fallo iniziando proprio da questi ragazzi.

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